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Big Data nel blog di Daniele Marinelli

I Big Data, al giorno d’oggi, sono diventati un grosso problema per le industrie. L’assalto dell’Internet of Things (IoT) e di altri dispositivi connessi ha creato un enorme aumento della quantità di informazioni che le organizzazioni raccolgono, gestiscono e analizzano. Insieme ai Big Data c’è anche infatti il potenziale per sbloccare grandi quantità di informazioni, per ogni settore, dal più grande al più piccolo. Il deep learning, per esempio, brama i Big Data perché i Big Data sono necessari per isolare i modelli nascosti e per trovare risposte senza sovradimensionare i dati. Con il deep learning, maggiore è la quantità di dati che si ha a disposizione, migliori saranno i risultati.

  1. L’importanza degli exabyte dei Big Data

Gli exabyte dei Big Data oggi aprono innumerevoli opportunità per acquisire informazioni che guidano l’innovazione, abbiamo letto nel blog di Daniele Marinelli, imprenditore a capo di DTSocialize Holding, società titolare del progetto DTCircle 

Da previsioni più accurate a una maggiore efficienza operativa e migliori esperienze per i clienti, gli usi sofisticati dei Big Data e delle analisi promuovono progressi che possono cambiare il nostro mondo.

Per esempio, scrive Daniele Marinelli, possono permetterci di migliorare la qualità della nostra vita, di curare meglio le malattie, di proteggere le persone più vulnerabili e di conservare meglio le risorse per le generazioni future.

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  1. Come funzionano i Big Data

Prima che le aziende possano utilizzare i Big Data, devono seguire cinque passaggi chiave per poter prendere in carico questo “tessuto di big data”, che include dati strutturati tradizionali insieme a dati non strutturati o semistrutturati:

  1. Impostare una strategia per i Big Data;
  2. Identificare le fonti di Big Data;
  3. Accedere, gestire e archiviare i dati;
  4. Analizzare i dati;
  5. Prendere decisioni intelligenti e basate sui dati;

Ad alto livello, una strategia per i Big Data è un piano progettato per aiutare l’azienda a supervisionare e a migliorare il modo in cui acquisisce, archivia, gestisce, condivide e utilizza i dati all’esterno e all’interno della sua organizzazione. 

Per fare questo, l’impresa analizza i Big Data man mano che arrivano, decidendo quali dati conservare, o meno, e quali necessitano di ulteriori analisi.

I dati dei social media derivano da interazioni su Facebook, Youtube, Instagram, eccetera, mentre i dati pubblicamente disponibili provengono da fonti come il portale Open Data dell’Unione Europea.

Alcuni Big Data possono essere archiviati in loco in una data warehouse tradizionale, ma esistono anche opzioni flessibili e a basso costo per l’archiviazione e la gestione dei Big data tramite soluzioni cloud, come Hadoop.

Dati affidabili e ben gestiti danno come risultato analisi affidabili e portano le aziende a compiere decisioni affidabili.

I vantaggi dell’essere guidate dai dati sono evidenti. Le organizzazioni che utilizzano questo sistema, oltre a funzionare meglio, sono anche operativamente più prevedibili e sono anche più redditizie. 

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